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Notizie dal baratro (cioè dal Consiglio Regionale)
9 marzo 2015
a Torino si parla di MAFIA ma la stampa non partecipa

Mi aveva stupito non poco poter avere (in qualità di “blogger a tempo perso”) facilmente il pass per i posti riservati alla stampa in occasione di un grande evento come quello di sabato scorso a Torino con personaggi del “calibro” di Salvatore Borsellino, Renato Accorinti, Sabina Guzzanti, Marco Travaglio e il giudice Antonino Di Matteo. Eppure il Movimento delle Agende Rosse di Torino, organizzatore delll'evento, mi aveva subito risposto positivamente: "Il pass è pronto". Strano…avrei dato per scontato che quei posti sarebbero stati riservati alla stampa “vera”


Probabilmente i pass-stampa saranno molti, pensai. Nulla di tutto questo. Arrivando lì sabato ho scoperto che gli otto posti riservati alla stampa erano per metà liberi! La sala era piena. L’evento importante. La stampa assente. Sulle edizioni locali di Repubblica e Stampa del giorno dopo nemmeno un trafiletto.

Per fortuna il FattoQuotidiano ha trasmesso la diretta streaming dell’evento (visibile QUI).

A Travaglio è toccato spiegare come mai la nuova legge “contro” il reato di voto di scambio politico-mafioso non è altro che uno slogan ma sarà sostanzialmente un flop (vedi QUI).

Accorinti ha raccontato che l’Ars (consiglio regionale siciliano) gli ha vietato l’ingresso in quanto “privo di giacca e cravatta” (vedi qui) mentre possono accedervi senza problemi gli indagati che indossano giacca e cravatta.

Per la serie “al peggio non c’è mai fine” Salvatore Borsellino ha avuto l’onere di informare i cittadini in sala che Di Matteo non sarebbe venuto perché lo stato ha dichiarato di non riuscire a garantire per la sua sicurezza. Per quella di Berlusconi invece nessun problema.

In ultimo Sabina Guzzanti ha raccontato le vicissitudini legate alla proiezione del film La Trattativa, praticamente sparito dalle sale dopo poche settimane ma tornato alla ribalta (con relative sale di nuovo piene) dopo la proiezione avvenuta alla Camera dei Deputati grazie all’iniziativa dei parlamentari del Movimento 5 stelle.

Tutto questo c’entrerà qualcosa con il fatto che l’Italia si trova al 73° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa?

 Fabio MARTINA - BojaFauss

 

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