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Notizie dal baratro (cioè dal Consiglio Regionale)
28 agosto 2013
"Riforma Fornero" o "Riforma Chiamparino"?
Ricordate le polemiche sulla riforma dell'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori? Da allora non è più obbligatorio il reintegro del lavoratore licenziato senza "giusta causa" ma è possibile risarcirlo economicamente (e poi liberarsene per sempre).
La proposta è dell'allora Ministro Elsa Fornero.


Qualcosa in parte simile l'aveva però già formulata un gruppo di parlamentari "di sinistra" che in merito alla "...cosiddetta tutela reale del posto di lavoro"..." (N.B. testuale!) propone di "...superare la rigidità della vigente versione dell'articolo 18..." che prevedeva sempre l'obbligo della reintegrazione nel posto di lavoro all'accertamento della irregolarità del licenziamento.

Chiamparino & C. propongono (proposta di legge n.6835 del 29 marzo 2000) quindi soluzioni alternative:

  1. L'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, è sostituito dal seguente:

        "Art. 18 - (Tutela in caso di licenziamento) - 1....il giudice, qualora accerti l'insussistenza della giusta causa... relativamente ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 2 della legge 11 maggio 1990, n. 108, ordina la riassunzione del lavoratore o, in mancanza, il versamento di un'indennità...
        2. Con riferimento ai rapporti di lavoro diversi da quelli considerati dall'articolo 2 della legge 11 maggio 1990,n. 108, il giudice, accertati i medesimi presupposti di cui al comma 1 del presente articolo, può disporre la riassunzione del lavoratore o, in mancanza, il versamento di un'indennità...".








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21 luglio 2012
il PD taglia i costi della politica ma il totale rimane invariato (Corso di finanza creativa per amministratori democratici)

Avete presente quando, nel periodo dei “saldi” sbirciando un vestito in vetrina “scontato del 30%” vi viene da esclamare “Uff, è sempre caro. Sta a vedere che hanno prima aumentato il prezzo e poi applicato lo sconto!”.
Ecco, probabilmente il PD di Asti ha preso spunto da questo tipo di commercianti (disonesti) per calcolare le indennità spettati ai suoi nuovi amministratori.

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
1) in campagna elettorale alcuni candidati della coalizione di Centrosinistra avevano più volte proposto un taglio dei costi della politica e la diminuzione del numero degli assessori (dagli 8 della giunta precedente, a 7 …qualcuno ha azzardato anche “6”);
2) il candidato del Centrosinistra non ha vinto al primo turno e ha dovuto allearsi per il ballottaggio con l’UDC (aumentano gli alleati, aumenta la probabilità di vincere …aumenteranno mica le richieste di poltrone?);
3) il Centrosinistra vince e governerà Asti per cinque anni;
4) appena insediatasi la Giunta presenta la prima proposta di Delibera …indovinate quale. Si, proprio quella: modifica dello Statuto per aumentare il numero degli assessori da 8 a 9 (la legge prevede un massimo di 9 assessori, lo Statuto della Città di Asti ne prevedeva solo 8);
5) bagarre in Consiglio Comunale (bloccato per ben 10 sedute proprio per modificare lo Statuto) fino a che un consigliere di maggioranza (che in campagna elettorale aveva proposto una “diminuzione del numero degli assessori”) riesce a far votare questa modifica dello Statuto: il numero degli assessori può essere al massimo di 7 …ma si lascia la possibilità di aumentarne il numero fino a 9 purché con lo stesso impegno di spesa previsto per 7 (sempre nella logica commerciale: 9 al prezzo di 7).

Quindi tutti si aspetterebbero una diminuzione dei costi di Sindaco e Giunta rispetto all'anno precedente, vero?

La legislatura precedente prevedeva queste indennità:

La nuova Giunta ha deliberato queste:


Come mai non si nota un taglio della spesa? Non dovevano essere 9 al costo di 7 (un risparmio di quasi il 30%)?
Se prima 7 assessori (6 + vicesindaco) sarebbero costati 2.840,46 x 6 più 3.550,58 per un totale di 20.593,34 € come mai adesso il costo totale di 8 assessori + vicesindaco è di 23.646,80 € (2.556,41 x 8 più 3.195,52)?

Semplice, basta essere commercianti (disonesti), si fa così:
1) si prendono le indennità massime previste dalla legge (non quelle dell’anno scorso, quelle erano troppo basse! ..visto che la legge permette di aumentarle, le aumentano!);
2) si applicano i tagli previsti dal nuovo statuto (non sulle cifre dell’anno scorso, quelle erano troppo basse: i tagli li applicano sulle cifre massime ammissibili!);
3) il gioco è fatto: statuto rispettato, legge rispettata …risparmio quasi inesistente (260 €) ma vabbè, nessuno ci farà caso.

 

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29 dicembre 2010
"Siamo poveri, lo dice l'ISTAT" (frase pronunciata da un consigliere regionale)
Siamo riusciti a "infiltrarci" (...si vabbè ...poteva entrare chiunque: c'erano anche genitori con figli!) al rinfresco organizzato da CATTANEO (...con i soldi dei cittadini piemontesi) per i dipendenti degli uffici del Consiglio Regionale. C'era un sacco di bella gente e naturalmente molti consiglieri regionali. Due di loro stavano discutendo sul taglio degli stipendi (ops! dell'indennità!) e contestavano la proposta di legge del Movimento 5 Stelle Piemonte che prevede tagli ancora più incisivi in quanto "...i nostri stipendi vengono tagliati più dell'aumento del costo della vita calcolato dall'ISTAT!".

Naturalmente non verranno tagliati del 10% tutti i compensi percepiti. Infatti ogni consigliere guadagnerà circa €. 1.000 in meno lordi al mese  rispetto a quanto percepisce oggi.

Uno specchietto per le allodole
(come questo approvato mesi fa).


Se non sei un'allodola vieni a far sentire la tua voce oggi in P.zza Castello dalle 15 alle 19 a Torino.



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permalink | inviato da bojafauss il 29/12/2010 alle 10:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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