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Notizie dal baratro (cioè dal Consiglio Regionale)
22 agosto 2012
quando Violante stava "dall'altra parte"...
"Fino a che punto il Governo può interferire nelle inchieste giudiziarie?" si chiedeva Violante qualche anno fa...



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8 giugno 2012
"La Polizia rilasci i manifestanti fermati!" disse Napolitano.
In questi mesi il presidente Giorgio NAPOLITANO ha più volte preso le distanze dalle manifestioni (NoTav e altre) di dissenso. Tanti anni fa succedeva il contrario: non solo Napolitano arrivava a chiedere il rilascio di manifestanti arrestati ma lo faceva anche quando le manifestazioni di dissenso erano tutt'altro che pacifiche.

Raccontano le cronache (Stampa Sera del 30 giugno 1959):


I violenti tafferugli, provocati da nuove dimostrazioni contro
la caserma
dei carabinieri, si sono protratti fino all'una di stanotte
Tra i feriti otto
appartenenti alle forze dell'ordine
Gli arrestati tradotti alle carceri di Poggioreale.


Questa notte, poco prima dell'una, nuovi incidenti si sono verificati a Torre del Greco tra dimostranti e forze dell'ordine. Al termine del tafferugli una ventina di persone, otto delle quali sono carabinieri, sono rimaste ferite o contuse. Fin dalle 22, dopo che la situazione sembrava essere divenuta completamente calma una folla numerosa tornava a radunarsi dinanzi alla caserma dei carabinieri di Torre del Greco dove si era recata una commissione di parlamentari e assessori comunali della città per chiedere al questore ed al colonnello dell'Arma, De Maria, il rilascio dei fermati. La commissione riusciva ad ottenere però la revoca del «fermo» soltanto nel confronti di quattro dimostranti di minore età. A carico degli altri vi erano infatti elementi tali da non poter derogare dal mantenimento del provvedimento. Quando ciò è stato appreso dalla folla, alcune persone hanno cominciato a lanciare contro la caserma sassi che hanno mandato in frantumi dei vetri, mentre altri dimostranti premevano contro il portone. Ne sono derivati tafferugli, al termine dei quali, come si è detto, si sono contati altri venti contusi o feriti. Una sessantina di persone sono state fermate ed avviate al carcere di Poggloreale. Poco dopo giungeva sul posto il Procuratore capo della Repubblica dott. Greco.

L'azione della polizia

Dopo i nuovi incidenti di stanotte, permane tra i marittimi un vivo stato di agitazione. La situazione non è stata ancora completamente ristabilita e le forze dell'ordine, al comando del questore Musco e del colonnello Fiore, comandante della Legione dei carabinieri, stazionano ancora nella cittadina presidiando le strade e gli uffici pubblici per prevenire eventuali altri disordini. La popolazione locale è per la maggior parte rinchiusa nelle case. I negozi stamane non hanno ancora riaperto. Una delegazione di parlamentari comunisti, composta dei senatori Mario Palermo, Giovanni Bertoli e dei deputati Giorgio Napolitano e Massimo Caprara, ha chiesto al prefetto Sergio Spastano di far ritirare i reparti di polizia da Torre del Greco, e di rilasciare i molti fermati, che ammontano ora a un centinaio. Essa ha poi protestato per le azioni del carabinieri e della Celere che, insieme all'impiego di candelotti e delle bombe lacrimogene, avrebbero fatto uso di bombe d'assalto, di gravissimo effetto. Sempre secondo i suddetti parlamentari, per di più, non si sarebbe sparato in aria, ma sulla gente, precisamente su, quella che poi era la più estranea ai disordini, perché affacciata a balconi e finestre.

E' stato risposto che le bombe impiegate in quantità ridotta hanno dovuto essere lanciate a titolo di monito, prima che la testa del corteo attraversasse la piazzetta di Santa Maria di Costantinopoli, avventandosi contro gli esigui reparti schierati in difesa della caserma dove hanno sede il comando e gli uffici della tenenza della Benemerita. In quanto all'uso delle armi da fuoco, esso è stato regolato in modo del tutto innocuo ha risposto il Prefetto — essendosi i reparti limitati a sparare in aria a titolo di avvertimento, per quanti, o dalla strada o dall'alto dei palazzi, lanciavano sulle forze impegnate nel ristabilire l'ordine sassi, e soprattutto quelle «bottiglie Molotov» — cioè bottiglie riempite a metà di benzina e poi scagliate, accese — di cui i manifestanti hanno fatto cosi abbondante uso, servendosene, fra l'altro, per incendiare i quattro automezzi. Infatti al camion dei carabinieri appartenente al Gruppo Mobile, sopraggiunto dalla caserma di via Michelangelo Schipa, e al carro-attrezzi dei vigili del fuoco, venuto da Torre Annunziata per circoscrivere e spegnere le fiamme che si levavano dagli automezzi ridotti a un mucchio di contorta ferraglia, devono aggiungersi non una sola — come ieri pareva — ma due camionette della «Celere» fermatesi incautamente in un punto dove maggiormente la folla tumultuava. In quelle condizioni, non volendo le guardie ricorrere alle armi, era inevitabile che fossero letteralmente strappate dalle camionette e colpite con una tempesta di pugni e calci, venendo costrette a fuggire precipitosamente con le uniformi ridotte a brandelli.

La posizione dei «fermati»

Naturalmente la richiesta dei comunisti di fare allontanare le forze di polizia, non ha potuto essere soddisfatta. Ad evitare ciò che è accaduto ieri con ben tredici ore di manifestazioni giunte a proporzioni cosi drammatiche, anche per il fatto che le autorità periferiche locali non hanno saputo valutare quanto andava maturando, rivolgendosi troppo tardi alla Questura e ai Comandi di Gruppo e di Legione, i contingenti rimarranno a Torre del Greco e vi stazioneranno fino a nuovo ordine. Circa poi i fermi, essi per settanta persone sono stati trasformati in arresto e i dimostranti colpiti da regolare mandato di cattura si trovano sin dall'alba nelle carceri di Poggioreale. La posizione degli altri viene vagliata caso per caso. Ecco ora l'esatto svolgimento dei fatti di stanotte. Nonostante che sin dal tardo pomeriggio le forze inviate a Torre del Greco dalla questura e dal comando di Legione, fossero ormai sufficienti a fronteggiare la situazione (e per renderle tali si dovette accorrere alla mobilitazione perfino degli allievi della Scuola di Polizia a Caserta), i più eccitati fra i dimostranti riuscirono lo stesso a organizzare una ennesima manifestazione, sollecitando, inoltre, varie personalità perché intervenissero presso le autorità di polizia per far rilasciare tutti i «fermati». Questi erano in un primo tempo una trentina. E che le loro responsabilità fossero vagliate appariva dal rilascio di quattordici di esse, avvenuto già prima delle ore 23. Comunque si erano recati in caserma, per fare opera di pacificazione, il sottosegretario Domenico Colasanto e l'on. Baldassarre Armato, entrambi noti sindacalisti DC, gli ex sindaci di Torre del Greco Leonardo Mazza (fratello del sottosegretario alla presidenza Crescenzo) e Francesco Coscia, il senatore Mario Palermo e i deputati Giorgio Napolitano e Massimo Caprara. L'unica condizione posta dal prefetto per prendere in benevolo esame le richieste dei dimostranti era che essi si sciogliessero, sgombrando completamente la piazzetta di Santa Maria di Costantinopoli, antistante la caserma, e rientrassero tranquillamente nelle loro case.

Una fitta sassaiola

Mentre la commissione — in cui vi erano anche i parlamentari comunisti — usciva dalla caserma per recarsi in municipio e ricevere una delegazione dei manifestanti informandola del risultato ottenuto, dalla folla — che i responsabili del servizio d'ordine avevano avuto il torto di far giungere nuovamente fino là, nonostante il superamento della crisi numerica dei reparti di polizia — partiva una fitta sassaiola. Grosse, aguzze pietre ferivano l'ex-sindaco Coscia, che per una mutilazione di guerra, è privo della gamba destra. Un altro esponente locale, il prof. Domenico Della Gatta, veniva preso a bastonate. Sassi colpivano alcuni, carabinieri.
Di qui la scintilla che faceva, riavvampare l'incendio. La truppa caricava con estrema energia e venivano fatti numerosi arresti. Il Procuratore della Repubblica Raffaele Greco, il questore Giuseppe Musco e il generale del carabinieri Manlio Pompei, sono stati a Torre del Greco fino all'alba. Come per i responsabili della «rivolta delle patate» a Martellano, anche gli arrestati a Torre del Greco saranno processati con iI rito direttissimo. Le imputazioni sono: adunate sediziosa, resistenza violenta, oltraggio, blocco, distruzione di automezzi dello Stato, spari, porto abusivo d'armi e lesioni."



 
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11 maggio 2012
in Piemonte il BOOM si "vede" benissimo
Chi ha perso e chi ha vinto in Piemonte? Per capirlo abbiamo confrontato i risultati dei maggiori partiti che si sono presentati sia alle elezioni Regionali2010 che alle recenti Aministrative2012 nei comuni di: Acqui Terme (AL), Alessandria, Grugliasco (TO), Caselle T.se (TO), Chivasso (TO), Cuneo, Asti e Borgomanero (NO). Questi i risultati.
(N.B. il partito dei Moderati e quello della Fed.Sinistra erano presenti solo in alcuni comuni nel 2012: i loro voti sono stati conteggiati e confrontati solo in quei comuni).



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20 marzo 2011
Presidente, ma che gentaglia frequenta?
Napolitano a Torino incontra Marchionne e...















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permalink | inviato da bojafauss il 20/3/2011 alle 17:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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8 settembre 2010
Napolitano "a 5 stelle"
Sabato scorso la "security" e i dirigenti del PD hanno tentato di impedire il libero svolgimento di una manifestazione politica. Questo, a nostro avviso, è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti dei dirigenti del PD incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e incapaci di riconoscere nella magistratura  l'istituzione cui è affidata, nel sistema democratico, ogni chiarificazione e ricerca di verità in merito all'attività che il Presidente del Senato Renato SCHIFANI avrebbe svolto a favore di personaggi legati a Cosa Nostra.

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO condivide questa posizione e dichiara all'ANSA che "Il tentativo di impedire il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata, nel sistema democratico, ogni chiarificazione e ricerca di verità".



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10 giugno 2010
A vanvera.
Oggi voglio parlare un po' a vanvera.

PRESIDENTE NAPOLITANO, NON FIRMI
LA LEGGE CONTRO LE INTERCETTAZIONI!



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