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il LEOne ruggisce, la VIOLA resiste

Il consigliere regionale Giampiero LEO ha risposto al nostro appello (finora nessun consigliere del PdL ci ha mai scritto). Qui di seguito i nostri complimenti e la nostra promessa: verremo a ringraziarla.

(Segnaliamo ache anche il gruppo ResistenzaViolaPiemonte si sta attivando in merito).


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17 settembre 2010 - La nostra risposta alla mail (vedi sotto) del consigliere LEO

La ringrazio moltissimo per la risposta. Non si arrabbi per il provocatorio (ma no dai, è solo satira!) titolo ma sinceramente trovo più grave definire "violenta" la contestazione a Schifani (ero lì presente in quei momenti, vedi
video). Spero che corregga il suo OdG. Verrò in aula tra il pubblico ad ascoltare e sarò ben lieto di pubblicare qui sul blog il suo integrale intervento.

sinceri saluti - Bojafauss


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16 settembre 2010 - Da:     Pdlstampa@consiglioregionale.piemonte.it
Oggetto:     Risposta del Consigliere Leo

Carissime e carissimi,
ho ricevuto la vostra e-mail a proposito della mia proposta di ordine del giorno titolata “Condanna della violenza come metodo nell’azione politica” e l’ho letta con grande attenzione. A questo proposito voglio ringraziarvi sinceramente per l’attenzione dedicata a un tema che è purtroppo sovente sottovalutato dal mondo della politica e non solo. Mi riferisco all’uso di un metodo intollerante, violento, incapace di dialogo nell’attuale situazione politica. A questo proposito ho molto apprezzato l’articolo del dottor Luigi La Spina, su La Stampa dello scorso 9 settembre, nel quale viene stigmatizzato duramente il fatto che gli opposti schieramenti passino molto tempo a insultarsi, denigrarsi e delegittimarsi a vicenda, anziché confrontarsi sulle idee.
Io provengo da una cultura politica, quella cattolico-democratica-popolare, che considera il dialogo, il rispetto delle idee altrui e dell’essere umano nella sua completezza, come fondamento indispensabile per una società civile. Dunque apprezzo il fatto che voi scriviate testualmente “con la quale condanna giustamente l’uso della violenza”.
Lieto di questa comune valutazione, sarà mia cura - durante l’illustrazione dell’ordine del giorno, la sua stesura definitiva e la votazione nell’Aula del Consiglio regionale - tenere attentamene conto delle vostre affermazioni. Queste, unite alle testimonianze raccolte dalla stampa e dai resoconti che ci faranno in Aula i colleghi del Pd presenti alla manifestazione, consentiranno di redigere un ordine del giorno il più possibile onesto e veritiero.
Concludo sottolineando che io sono anche un convinto sostenitore del pieno diritto al dissenso e alla sua manifestazione contro qualsiasi forma di potere, di regime, di posizione che non si condivida.
Credo di poter portare testimonianza di questo con la mia storia personale, che è quella di una persona che si è sempre battuta – con il metodo ghandiano della non violenza – contro ogni forma di regime e di sopraffazione, dalla lotta contro le dittature fasciste europee e sudamericane degli anni Settanta, al sostegno a Solidarnosc e ai movimenti civili dell’Europa dell’Est contro i regimi comunisti, fino alla difesa delle minoranze perseguitate oggi (Darfur, Tibet) in tutto il mondo.
Mi ritengo a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento o confronto su queste tematiche, e devo dire - permettendomi un’ironia - che trovo un po’ infelice il titolo in cui dice “meglio un giorno da pecora che cent’anni da Leo”, anche perché pur non pensando di avere la fortuna di campare 100 anni, i “Leo” si sono sempre battuti contro ogni forma di sopraffazione, mentre le pecore e i pecoroni in tutta la storia non hanno fatto che avallare e agevolare regimi violenti e illiberali e ogni sorta di sopraffazione e ingiustizia.

Giampiero Leo - Consigliere regionale del PdL





Pubblicato il 17/9/2010 alle 10.48 nella rubrica verba manent.

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