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Ho deciso: voterò Fassino! (quello del '75)

Piero Fassino non vive di politica da 25 anni (come spesso ricorda BeppeGrillo) ma da molti di più.

In Piemonte, nel 1975 il PCI raggiunge il massimo del consenso...


...poi arriva Fassino...


Da allora il PCI comincia a perdere voti: il 4% in meno in Italia nel 1979. A Torino, nei quartieri il calo è del 4, del 7, finanche del 10%. Ma Fassino dichiara che non è colpa di nessuno inaugurando la prassi che da quel momento caratterizzerà il centrosinistra, "SQUADRA CHE PERDE NON SI CAMBIA": “Se qualcuno s'attende da noi la caccia alle streghe, la ricerca a tutti i costi del colpevole, si sbaglia di grosso, non ci conosce”:


Nel 1983 elezioni politiche. In Piemonte e a Torino il PCI perde ancora: dal 40% del 1976 in città scende al 34%.
Questi i risultati del PCI-PDS a Torino dopo l'arrivo di Fassino:


Qualche anno fa il "Caso UNIPOL" con il Giudice Clementina Forleo (ancora oggi senza scorta) che tira in ballo alcune telefonate sospette tra D’Alema, Consorte e Fassino (poi scagionato):


Lo so, è impossibile votare il Fassino di oggi. Ma se potessi voterei il Fassino annata 1975 che il 28 febbraio di quell'anno, in qualità di responsabile della FGCI-GiovaniComunisti, dichiarava a LaStampa «L'età media, da noi, è di appena 17 anni. Il 52% degli iscritti è della classe operaia, il 37% sono ragazze. E' un nostro vanto l'aver dato, per primi, spazio ai giovani. Basti, per dimostrarlo, l'articolo dello statuto che limita a due sole legislature la permanenza dei nostri deputati. Noi comunisti contribuiamo, in concreto, a "svecchiare" il Parlamento ».
Due sole legislature ...cioè dieci anni ...non male per uno che vive di politica da 36 anni...!

 

Pubblicato il 14/1/2011 alle 16.1 nella rubrica a quattro colonne.

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