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Cantore d'altri tempi

Daniele CANTORE entra in politica nel PSI negli anni ’80 sotto l’ala protettiva di Giusi La Ganga diventando anche presidente nazionale dei Giovani Socialisti.

E’ stato consigliere regionale nella V legislatura durante la quale ha presentato ZERO proposte di legge. Durante la VII legislatura invece ha presentato, come primo firmatario, ZERO proposte di legge. Rieletto nell'attuale IX legislatura, ha presentato fino ad oggi, come primo firmatario, ZERO proposte di legge.

E’ stato consigliere comunale un po’ ovunque: Grugliasco, Sauze d'Oulx, Torino, Chiusa di San Michele (ereditata dal padre, più volte sindaco) e nella Comunità Montana Bassa Valle di Susa. Ora si ricandida alle "primarie" del centrodestra per Torino.


Nel PSI capisce subito come funziona la "prima repubblica":

...nel 1987 in un’intervista dichiarava: “…Quando sono arrivato qui, gli iscritti erano 23 mila. Troppi: c'erano tante persone non consapevoli d'essere iscritte al Psi”...

...nel 1991, per essere eletto in Consiglio Regionale spende 51.000.000 di lire per la campagna elettorale...


…ma poi in Consiglio Regionale è spesso assente...


...durante il periodo di Tangentopoli quasi tutto il PSI viene chiamato in causa…

   

…ma Cantore ne esce sempre pulito e alla prima occasione si ripresenta, non più socialista (Cantore risulta anche iscritto al Partito Radicale nel 1993), ma travestito da liberale di Forza Italia:


Non male per uno che nel 1987 dichiarava : “…Sono proprio i padri gesuiti che m'han regalato la lezione più forte. La lezione è che la politica è un servizio reso agli altri... Troppi di noi, anche nel mio partito, pensano soltanto al potere da occupare".

Pubblicato il 9/1/2011 alle 14.31 nella rubrica verba manent.

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