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Le spese dei Gruppi consiliari non sono sindacabili

Giorni fa ho scritto a Valerio CATTANEO, Presidente del Consiglio Regionale piemontese chiedendogli di verificare se i manifesti affissi ad Asti riportanti il logo del Consiglio Regionale del Piemonte (Gruppo consiliare regionale del Partito Democratico)...

...sono stati effettivamente pagati con i fondi per le spese di "Funzionamento dei gruppi consiliari" previsti con la L.R. n.12/1972 e nel caso, se rientrano tra le spese ammesse dalla citata legge:
- per l'acquisto di libri e riviste;
- per l'attività svolta dai Gruppi funzionalmente collegate ai lavori del Consiglio e alle iniziative dei Gruppi stessi;
- per eventuali consulenze qualificate o collaborazioni professionali di esperti necessari per lo svolgimento delle funzioni istituzionali dei Gruppi.

A mio avviso questo tipo di "propaganda" (di per se legittima) non rientra in nessuno dei tre casi tantomeno nell' "attività svolta dai Gruppi funzionalmente collegate ai lavori del Consiglio e alle iniziative dei Gruppi stessi" in quanto il Partito Democratico sostiene il Governo MONTI che ha approvato il decreto di accorpamento e soppressione di alcune province pertanto si desume essere favorevole a questa riorganizzazione delle province (vedi dichiarazione del segretario del PD, Bersani: "...noi abbiamo una nostra proposta che prevede di ridurre e accorpare le Province...") inclusa quella astigiana come previsto nel decreto.

Questa è la risposta ufficiale del Consiglio Regionale:


Pubblicato il 3/10/2012 alle 9.4 nella rubrica verba manent.

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